Celle solari galleggianti per estrarre in sicurezza il combustibile idrogeno dall'acqua di mare

L'idrogeno è una delle alternative più promettenti ai combustibili fossili con emissioni virtualmente pari a zero di prodotti di combustione nocivi. Il problema è che l'idrogeno (H2) viene prodotto attraverso un processo noto come "evaporazione del metano", che, purtroppo, rilascia CO2, uno dei principali fattori del riscaldamento globale.

Daniel Esposito, Professore Associato presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica presso la School of Engineering and Applied Sciences della Columbia University, insieme ai suoi colleghi ha sviluppato una tecnologia per l'elettrolisi dell'acqua (separazione di idrogeno e ossigeno O2) senza rilascio di CO2. L'impianto pilota da loro realizzato, denominato "elettrolizzatore fotovoltaico galleggiante", diventerà un prototipo di apparecchiatura per la produzione di idrogeno su scala industriale. L'impianto industriale sarà situato in mare aperto, somigliando esternamente a una piattaforma petrolifera galleggiante offshore.

Il dispositivo è una configurazione unica di elettrodi che separano e raccolgono idrogeno e ossigeno, tenendo conto delle peculiarità della galleggiabilità delle loro bolle nell'acqua. Il sistema non richiede il pompaggio di liquido all'interno del dispositivo, per cui è possibile ottenere idrogeno puro al 99%.

La struttura del laboratorio di Esposito non è ancora pronta per i test in ambiente marino. Tuttavia, in futuro, gli scienziati intendono migliorarne il design e renderlo più efficiente e produttivo.

"Ci sono molte possibili soluzioni tecnologiche nel campo dell'energia del futuro, anche se solo in teoria fino ad ora", spiega Daniel Esposito. "La nostra sfida è creare tecnologie scalabili ed economiche che trasformino la luce solare in energia utilizzabile che può essere immagazzinata al buio".