Il segreto per un buon champagne: più grandi sono le bollicine, più è gustoso

La presenza di un flusso costante di piccole bollicine che salgono verso l'alto è considerata un segno di champagne di alta qualità. Tuttavia, recenti ricerche hanno apportato modifiche a questa affermazione. Secondo loro, sono le grandi bolle che hanno un effetto benefico sul gusto della famosa bevanda di Capodanno.

Vale la pena ricordare che le bollicine sono anidride carbonica disciolta che si forma nel vino durante la seconda fase di frammentazione in una bottiglia sigillata. Quando la bottiglia viene aperta, il gas esplode con un caratteristico pop, e talvolta sotto forma di un getto di schiuma.

Scienziati dell'Università di Reims, guidati dal professor Gerard Liger-Behler, hanno scoperto che la presenza di grandi bolle di circa 3, 4 mm sulla superficie aumenta notevolmente il rilascio di aerosol. Ciò significa che importanti composti aromatici che conferiscono allo champagne il suo gusto e l'odore unici colpiscono il naso al primo sorso.

Tomografia laser con movimento a bolle

In media, ci sono circa un milione di bolle in un bicchiere. Utilizzando tecniche di imaging e imaging ad alta velocità, gli scienziati hanno studiato il loro comportamento. Nel momento in cui la bolla esplode, si forma una cavità, che si allunga e deforma le bolle adiacenti, creando un motivo simile ai petali dei fiori.

Secondo il professor Liger-Behler, la dimensione delle bolle può variare da 0, 4 a 4 mm di diametro. La loro dimensione può essere influenzata dalla viscosità della bevanda, dalla forma e dalle dimensioni del bicchiere. Si è scoperto che quando la dimensione della bolla è di 1, 7 mm, il maggior numero di goccioline si forma ed è espulso sulla superficie.

I risultati della ricerca, secondo Liger-Beler, aiuteranno i produttori di vino a migliorare in modo significativo il gusto dei vini spumanti.