Una singola iniezione di nanoparticelle ha restituito la vista a ratti semi ciechi

Fino a poco tempo, la perdita della vista degenerativa legata all'età era considerata un segno naturale e inevitabile dell'invecchiamento nel corpo. Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che questo è un processo reversibile, la degradazione della retina può essere rallentata e le aree già distrutte possono essere riparate o sostituite. In precedenza, per questi scopi venivano utilizzati impianti voluminosi, ma ora i medici hanno l'opportunità di utilizzare le nanoparticelle per questo.

Un team internazionale di scienziati sta esplorando il potenziale delle nanoparticelle di polimero coniugato (P3HT-NP). Questi sono elementi fotosensibili progettati per reagire alla luce e trasmettere un segnale ai neuroni nella retina. Cioè, per sostituire le aree degradate della retina come macchie. P3HT-NP non richiede una fonte di energia per funzionare e funzionare in modo passivo, senza influire sul funzionamento del resto dell'occhio.

Per testare l'efficacia della tecnica, è stato condotto uno studio su ratti con retinite pigmentosa, una malattia caratterizzata da un progressivo deterioramento della vista. Gli animali sperimentali hanno ricevuto una sola iniezione di P3HT-NP, dopodiché i ricercatori hanno visto un miglioramento dell'attività retinica e un ritorno all'acuità visiva. In effetti, una singola sessione di trattamento ha guarito completamente i ratti semi-ciechi e questo effetto è durato otto mesi.

Le nanoparticelle hanno stimolato l'attivazione di neuroni intatti nella struttura retinica ed è stato possibile fare a meno dei processi infiammatori. Questo è molto incoraggiante e dà la possibilità di imparare a usare le nanoparticelle per il trattamento di altre malattie degenerative degli organi della vista.